Descrizione
L’obiettivo principale del piano è quello di contenere gli impatti della presenza dei cinghiali sulle attività umane e sull’ambiente, favorendo una gestione equilibrata della popolazione in rapporto alle caratteristiche del territorio.
In particolare, il Piano punta a:
- ridurre i danni alle colture e alle attività agricole e zootecniche;
- contribuire alla prevenzione degli incidenti stradali e delle situazioni di rischio per la sicurezza pubblica;
- tutelare gli habitat naturali e le specie animali e vegetali, con particolare attenzione alle aree di interesse naturalistico;
- supportare le attività di sorveglianza sanitaria della fauna selvatica, anche in relazione alla peste suina africana e ad altre patologie;
- migliorare la raccolta e l’analisi dei dati sulla presenza dei cinghiali, sui danni e sugli incidenti.
Tre zone di intervento
Per garantire una gestione coordinata ed efficace, il territorio è stato suddiviso in tre comprensori operativi:
- Zona 1: Gonnosfanadiga, Arbus e Guspini.
- Zona 2: Pauli Arbarei, Villanovafranca, Gesturi, Barumini, Las Plassas, Setzu e Tuili.
- Zona 3: Serramanna, Samassi, Sanluri, Collinas, Sardara, Villacidro, Villamar, Furtei e Serrenti.
Le modalità operative
Il Piano prevede interventi differenziati in base alle caratteristiche delle aree e alle criticità riscontrate. Tra le misure contemplate figurano sistemi di prevenzione, cattura mediante gabbie o chiusini, abbattimenti selettivi, nel rispetto delle prescrizioni previste e delle esigenze di tutela ambientale.
Le attività saranno coordinate dalla Provincia, con il coinvolgimento degli organismi competenti per la vigilanza e la sorveglianza sanitaria. Sono inoltre previsti il monitoraggio degli interventi e la verifica periodica dei risultati.
Segnalazione dei danni e collaborazione con il territorio
Un ruolo importante è affidato alla collaborazione con agricoltori, conduttori dei fondi e altri soggetti che riscontrano danni causati dai cinghiali. Le segnalazioni dei danni consentono di documentare il fenomeno e valutare le misure più appropriate, secondo le modalità stabilite dal Piano e dal disciplinare.
Con il Piano 2026-2031, la Provincia del Medio Campidano si dota di uno strumento di programmazione per affrontare in modo organico le criticità connesse alla presenza dei cinghiali, attraverso il coordinamento delle attività, la definizione delle priorità e il monitoraggio dei risultati.
L’attuazione delle misure previste mira a ridurre i conflitti tra fauna selvatica e attività umane, tutelando al tempo stesso la sicurezza delle persone, le produzioni agricole e gli equilibri ambientali del territorio provinciale.
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Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, 10:02